Auto low cost? In Italia 2 persone su 3 la comprerebbero

Venerdì 4 marzo 2011 da: Anonimo
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E’ partito dall’Est ma ormai si è diffuso anche in Italia il fenomeno delle automobili low cost. Fino a qualche anno fa non se ne sentiva parlare neanche, ma secondo alcuni sondaggi degli ultimi periodi, circa il 70% degli italiani ne acquisterebbe una, in pratica due automobilisti su tre. Si è potuto constatare che c’è stato un progressivo aumento del successo dei prodotti low cost in tutti i settori e servizi della vita quotidiana, dalla spesa alimentare, all’abbigliamento fino ai prodotti di elettronica di consumo (gli esempi di Ikea, Decathlon, OVS, ecc). Tutto questo non è correlato esclusivamente al potere di acquisto (che in questo periodo di crisi è basso) ma dalla ricerca di uno stile di vita più sobrio e votato al risparmio e all’eliminazione di inutili sprechi. Ecco perché in queste categorie adesso è possibile inserire anche le automobili: infatti chi ha risposto al sondaggio non ha detto che sceglierebbe un auto low cost solo per il prezzo attraente, ma anche perché il fatto di avere meno optional ma buona qualità è comunque sinonimo di un automobile degna di svolgere il suo compito. In pratica l’automobilista di oggi cerca meno illusioni ma più qualità e concretezza. Un esempio lampante, simbolo del low cost automobilistico l’ha dato la Dacia (che non è altro che il marchio a bassi costi di produzione della Renault che considera l'auto low cost quella che meglio risponde al nuovo consumatore) con le SUV Duster che in sei mesi di vita hanno venduto circa 9.000 esemplari in Italia e 30.000 in Europa. Potremmo fare anche altri esempi, addirittura arrivare alla famosa Tata Nano, l’auto più economica al mondo che però non ha i requisiti per essere venduta in Europa: proprio questo è il limite delle low cost, l’ulteriore passo avanti che le case costruttrici dovranno fare per dare la spinta decisiva al settore, ossia oltre a produrre automobili economiche e con bassi consumi, devono comprendere nei listini tutti i principali optional a partire da quelli per la sicurezza attiva e passiva. Solo a questo punto il fenomeno diventerà una realtà.

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