Prima dell'acquisto, occhio al contachilometri

Giovedì 24 febbraio 2011 da: Anonimo
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La prima cosa che andiamo a guardare quando acquistiamo una vettura usata è il numero di chilometri fatti dal mezzo. Per noi è un punto di riferimento in quanto meno chilometri avrà percorso l’automobile e più potremmo essere sicuri dell’acquisto da fare. Ma c’è un fenomeno sempre alla porta che con il passare degli anni non ha trovato ancora limitazioni ed è quello dell’alterazione del contachilometri. Proprio come abbiamo sopra esposto, anche per un rivenditore, una concessionaria, un’automobile con pochi chilometri è più facile da vendere e modificare il "contatore" dell’automobile vale come una maggiore possibilità di piazzare il mezzo. Come difendersi da questo problema? In primo luogo ovviamente un consiglio sarebbe quello di rivolgersi a concessionari o rivenditori affidabili, che possono garantirci i chilometri reali dell’autovettura (che però potrebbe essere stata ritoccata da chi in possesso in precedenza).

Per stare più tranquilli, le auto di ultima generazione (specialmente le tedesche), offrono la possibilità di poter rintracciare attraverso i certificati degli interventi effetuati in garanzia (ad esmpio il tagliando) i chilometri percorsi in quanto le operazioni ufficiali vengono conservati nel sistema centrale della casa automobilistica; basterebbe recarsi in un concessionario autorizzato o una officina autorizzata dalla casa per far fare un controllo.

Ovviamente inutile dire che molte volte è importante anche aprire occhi ed orecchie per non incorrere in fregature: quando ci troviamo di fronte un'automobile con parecchi anni ma con pochi chilometri qualche dubbio dovrebbe venirci. Per i più esperti poi basterebbe dare un’occhiata al motore e all’usura di alcune parti per capire se lo stesso ha macinato o meno il numero di chilometri indicati dal contachilometri. Per fortuna anche l’autorità garante della concorrenza e del mercato sta iniziando a verificare casi di contachilometri contraffatti con pesanti sanzioni che rischiano di abbattersi non solo con chi alla fonte ha commesso il fatto, ma andando anche a punire i rivenditori rilevandone carenza professionale nei controlli che hanno danneggiato l’acquirente e punendoli con multe salate che possono arrivare anche a 50 mila euro.

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