Prezzi del carburante in aumento: i consumatori in rivolta

Martedì 14 dicembre 2010 da: Anonimo
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Sappiamo come da tempo esista una enorme lotta tra i consumatori e le associazioni che li rappresentano (Codacons, Adiconsum),  e le Compagnie petrolifere  e lo Stato Italiano che applica accise e Iva al costo del petrolio.

Megli ultimi periodi si era assistito ad uno stazionamento dei costi, e una leggera tendenza al ribasso. Ma proprio negli ultimi giorni, in prossimità del periodo di ferie Natalizie, il prezzo dei carburanti è tornato a salire in maniera netta, da un minimo di 0,5 a 1,5 centesimi di euro per la benzina e da 1 a 1,5 centesimi sul gasolio. E' stato addirittura chiesto all'Antitrust, che vigila sui prezzi, di verificare il corretto comportamento delle Compagnie Petrolifere.

Ma per quale motivo proprio in prossimità del periodo natalizio accade tutto questo? Ovviamente secondo le associazioni dei consumatori, si tratta di una solita manovra speculativa messa in piedi dall'Unione dei Petrolieri che, approfittando della massa di cittadini che tra vacanza e rientro nelle proprie città utilizzano maggiormente le proprie autovetture, facendo aumentare il prezzo del carburante, guadagnano cifre esorbitanti.

I petrolieri da parte loro fanno sapere che questo aumento dei prezzi pare sia dovuto esclusivamente ad una alterazione sul mercato mondiale delle quotazioni del greggio; Il prezzo del petrolio è influenzato anche dalla speculazione finanziaria, andando sempre contro i cittadini.

In Italia la benzina verde ha toccato con questi aumenti il tetto massimo mai raggiunto in quanto il  brent, il petrolio di riferimento europeo quotato a Londra è balzato a 92 dollari al barile e il Crude Oil, il greggio quotato a New York ha toccato quasi i 90 dollari; ma in Italia i prezzi sono allineati con le altre Nazioni Europee? Secondo le associazioni dei consumatori impegnate in questo campo, in Italia mediamente la benzina costa dieci centesmi in più rispetto alle altre Nazioni Europee, tutto questo dovuto innanzitutto dalle tasse (accise e IVA) che sono più alte e anche da una rete di distribuzione non efficiente (nelle altre nazioni orma le stazioni di benzina sono tutte self-service).

Anche i gestori delle pompe non se la passano bene; infatti il margine di guadagno sul un litro di benzina si aggira appena intorno ai 3 - 4 centesimi di euro lordi, da cui vanno detratte spese e costi di gestione.

Tra i tanti aumenti che ci preparano al periodo Natalizio anche la nostra auto ci farà avere meno soldi in tasca; l'alternativa? Una bella passeggiata a piedi ci farà risparmiare sulla benzina e ci farà bene anche in previsione dei cenoni Natalizi.

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