Opel - Magna: la Commissione europea tira un sospiro di sollievo

Lunedì 19 ottobre 2009 da: Anonimo | 762 visualizzazioni
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La Commissione europea tira un sospiro di sollievo perchè oggi il portavoce della Commissione Ue, Jonathan Todd, ha dichiarato: “Il governo tedesco ha scritto a GM e al Trust Opel fornendogli le garanzie che avevano richiesto”. Infatti il governo tedesco rassicura GM e il Trust Opel che i suoi 4,5 miliardi di euro di aiuti per la casa automobilistica non sono vincolati alla scelta di un investitore o di un piano industriale, di conseguenza Opel passerà a Magna. Il portavoce dell’esecutivo, Ulrich Wilhelm, riferendosi alle decisioni della Commissione Ue sugli aiuti pubblici ha dichiarato che la vendita non causerà grossi problemi e allo stesso modo il governo tedesco ha puntualizzato che non metterà in discussione le decisioni prese finora sul futuro di Opel, e quindi la vendita della quota di maggioranza del marchio al consorzio Magna-Sberbank. Questa puntualizzazione è stata fatta per rispondere all’articolo pubblicato oggi dal Wall Street Journal, per il quale la compagnia Usa General Motors avrebbe già in serbo un piano B nel caso in cui l’Antitrust europeo dovesse bloccare la vendita a Magna. La GM infatti nonostante continui a preferire la vendita a Magna ha pronto un piano B nel caso in cui l’intesa dovesse fallire e il piano B consisterebbe nel mantenere il controllo di Opel, con la conseguente realizzazione di una più consistente ristrutturazione della casa automobilistica rispetto a quella programmata da Magna.

Secondo il WSJ, la GM se fosse costretta ad andare avanti da sola, potrebbe procedere ,con una drastica ristrutturazione, o mettendo Opel in bancarotta o sollecitando il sostegno del governo. Contemporaneamente i sindacati che rappresentano i lavoratori spagnoli di Opel dicono 'no' al piano industriale di Magna. La societa' ha comprato la divisione da General Motors e ha intenzione di ridurre la produzione e tagliare posti di lavoro. Lo scrive la Bloomberg citando Chema Fernando, un negoziatore per conto dei sindacati, secondo cui le varie sigle s'incontreranno domani per decidere sulle forme di protesta.

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