Diciamocelo, siamo degli sporcaccioni. Non ci siamo mai curati di quanto inquinassero le nostre fuoriserie, emettendo nubi di masse gassose mortifere per chilometri e chilometri di tracciati di nero cemento. Oggi, invece, non siamo più disposti a pagarne le conseguenze o, perlomeno, non vogliamo che a saldare i nostri debiti con madre natura siano i figli dei figli dei nostri figli. Imperversano, oramai, imperativi categorici che guardano al posteriore delle autovetture, ai tubi di scarico, piuttosto che ai cofani occultatori di cavallerie assetate di nero petrolio. Il settore dell’automotive, lo si può dire, non è più lo stesso. ...continua a leggere»