General Motor: presentato il concetto EN-V
Il concetto EN-V, cioè quello di una scatola biposto a due ruote, è stato salutato come la più originale proposta di General Motors dopo la Chevrolet Volt, nell’ottica dell’ecologia mondiale. Questa idea potrebbe rendere più sorridente, più luminoso, più comodo il mondo delle city car. Il progetto, realizzato con una join-venture con SAIC, si articola in tre differenti proposte, tutte con la stessa piattaforma e ciascuna alta 180 centimetri. I due occupanti della nuova EN-V sono posti l’uno accanto all’altro, nell’abitacolo che ha una ruota ad ogni estremità, munite di un motore da 3 kW di potenza, alimentati da batterie agli ioni di litio. Saranno in grado di percorrere circa 40 chilometri per carica ad una velocità massima di circa 40 Km/h.
Il pilota si troverà ad azionare freno e acceleratore manualmente, anziché basarsi sugli spostamenti in avanti e indietro come nel sistema del Segway. Questo perché i veicoli mantengono l’equilibrio automaticamente su di un solo asse, grazie allo spostamento in avanti ed indietro dell’abitacolo e alla regolazione elettrica della posizione del corpo degli occupanti. Permettendo all’abitacolo di girare su sé stesso di 180 gradi e parcheggiarlo in spazi angusti. Come farebbe un uomo su di un motociclo. Ancora più interessante è il sistema di connettività veicolo-veicolo e veicolo-uomo. Grazie al sistema GPS, l’automobile può interfacciarsi con altri veicoli, sapere dove si sta dirigendo, ricevere notizie sul traffico, anche da altri veicoli della stessa specie. Potrebbe accompagnarvi a lavorare, tornarsene a casa e tornare a prendervi ad un orario stabilito, grazie ad una serie di telecamere sul corpo vettura e alle informazioni raccolte durante il tragitto iniziale.
E grazie alla possibilità di navigare in rete offerta dal veicolo, si potrebbe lavorare anche nel tragitto casa-ufficio. Il peso è stato ridotto a 400 Kg, utilizzando plastica e fibra di carbonio ed eliminando tutte le protezioni, dato che l’automobile, con il suo sistema IT potrebbe evitare qualsiasi incidente e quindi evitare l’adozione di misure di sicurezza eccessive. I tre prototipi, presentati a Shanghai, hanno nomi diversi tra loro: Xiao, Jiao, Miao. La casa ha dichiarato: "Il nostro intento è sempre quello di creare una concept car lontana, grazie al sistema IT. Non ci sarebbero seri problemi a rispondere in materia di sicurezza e infrastrutture e responsabilità di prodotto in primo luogo. Stiamo lavorando per risolvere tali questioni".































sarà questo il futuro delle
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