Opel celebra il suo 150° anniversario
La Opel non ha voluto aspettare nemmeno un secondo in più per iniziare i festeggiamenti del suo 150° anno di attività, anche perché è un evento piuttosto raro nonché unico per ogni azienda, e ha iniziato dando uno sguardo al passato, a tutto ciò che la Casa di Rüsselsheim ha prodotto dal 21 gennaio 1862, quando Adam Opel diede vita al marchio. In fondo all’articolo potete trovare il link che conduce al video commemorativo prodotto dalla Casa automobilistica tedesca per celebrare i suoi 150 anni. In esso viene mostrata passo per passo la storia della Opel, produttore di macchine per cucire prima e biciclette poi, ma solo fino al 1899, quando dall’acquisizione della Anhaltische Motorwagenfabrik di Friedrich Lutzmann, avvenuta nel 1898 ad opera di Wilhelm e Fritz Opel, nacque la prima vettura della Casa, che però non fu all’altezza delle aspettative dei due figli del fondatore, i quali si rivolsero nel 1900 al francese Alexandre Darracq (famoso in Italia per aver fondano la Società Italiana Automobili Darracq, che nel 1910 diventerà la Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) stipulando un accordo che diede vita ad autovetture prodotte e vendute a marchio Opel-Darracq, mentre la prima automobile interamente costruita dalla Casa di Rüsselsheim arrivò solo nel 1902. Negli anni a venire la Opel si dedicò completamente alla produzione di vetture in serie, raccogliendo anche importanti risultati sportivi e non. Nel 1928 si dedicò anche alla produzione delle auto sperimentali dotate di motore a razzo della serie RAK, una di queste, la RAK 3, permise a Fritz von Opel di raggiungere i 254 km/h, traguardo eccezionale per l’epoca. In seguito alla crisi del 1929 la Opel venne assorbita dalla General Motors, perdendo di fatto la sua indipendenza nel 1931 e, nonostante la Casa risentisse fortemente delle direttive statunitensi, nel 1936 la Opel divenne il maggiore costruttore europeo con circa 120.000 unità prodotte all’anno. Purtroppo poco dopo iniziò il periodo buio della II Guerra Mondiale e per la Casa tedesca fu un periodo molto duro: il regime nazista fece in modo da impedire l’esistenza di concorrenti del settore dell’auto del popolo (Volkswagen appunto), la General Motors abbandonò la Opel a se stessa e nel 1944 le sue fabbriche furono bombardate. Solo nel 1946, dopo che gli Alleati glielo ebbero concesso, la Opel riprese la produzione e due anni dopo, nel 1948, tornò nella mani della GM. Gli anni Cinquanta e Sessanta furono un periodo di grande crescita per la Casa di Rüsselsheim, coronati da modelli storici e di successo come la Kadett, nel 1972 arrivò quindi la Rekord di sesta generazione, una delle poche auto dell’epoca dotate anche di motore Diesel. Oggi la Opel e la sua gemella inglese Vauxhall sono presenti sul mercato di oltre 40 paesi, occupano più di 40.500 dipendenti e possiedono impianti di produzione in sei paesi europei. Nel 2010 la Opel/Vauxhall ha ottenuto una quota di mercato pari al 6,2%.





























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