Ecco perché Aston Martin produce la Cygnet
Da una casa automobilistica prestigiosa come la Aston Martin ci si può certamente aspettare qualche modello nuovo dedicato all’ingresso della casa in nuovi segmenti del mercato dell’auto: è già successo con la Rapide e si è ripetuto recentemente con la Cygnet. Il fatto è che la Cygnet però non è una vera e proprio creazione nata in casa Aston Martin e tantomeno si tratta di una citycar dai prezzi non dico accessibili, ma almeno“avvicinabili” coi suoi 39500€ richiesti per la versione senza cambio automatico CVT (con tale optional si arriva a 40960€). Sicuramente l’esperienza di guidare una Toyota iQ con una calandra più grande e un volante con marchio Aston Martin non vale questi soldi, dato che si tratta esattamente della stessa auto con qualche modifica alla gestione elettronica del motore.
La vera ragione per cui la Aston ha inserito nella sua gamma un’auto come la Cygnet è da ricercare nelle nuove normative che l’Unione Europea ha approvato tempo fa e che entreranno in vigore dal 2012. Costruttori come Ferrari e Porsche fanno parte di gruppi imprenditoriali grazie ai quali possono permettersi di sfruttare le auto più ecologiche degli altri marchi. Aston Martin invece corre da sola, ed è perciò che ha bisogno di un modello che abbassi le emissioni medie delle altre auto sportive (V8 Vantage: 328 g/km di CO2; Cygnet: 116). L’interesse di Aston Martin è quindi quello di non prendere multe salata dall’UE piuttosto che proporre un’interessante citycar di lusso ad un prezzo equo.
Tuttavia bisogna anche chiarire che, nonostante si tratti di un’auto giapponese con aggiunte stilistiche in tradizione Aston Martin, vi sono ancora alcuni processi di produzione fatti a mano, come prevedono gli elevati standard qualitativi della casa inglese.



























Invia nuovo commento