Daihatsu Charade, un ultimo modello prima dell'addio

Giovedì 24 febbraio 2011 da: Giuseppe L. | 696 visualizzazioni
Daihatsu Charade_5164

Vi avevamo già annunciato non molto tempo fa dell’intenzione da parte di Daihatsu di ritirarsi dai mercati europei a causa del rafforzamento dello Yen,  del conseguente innalzamento dei dazi doganali e dei risultati di vendita non proprio promettenti. L’addio dovrebbe avvenire nel giro di due anni, nel frattempo però la Toyota, che possiede il 51% della casa giapponese, ha deciso che doterà la gamma Daihatsu di un ultimo modello prima dell’addio definitivo: la Charade. Questo nome non è nuovo in Italia dove le precedenti generazioni della piccola utilitaria sono già state importate ritagliandosi una piccola fetta di mercato. La nuova Charade sarà una compatta a 5 porte molto spaziosa in rapporto agli ingombri esterni della carrozzeria e sarà praticamente l’attuale Toyota Yaris ma col marchio Daihatsu. Questa scelta la si deve al fatto che a breve “il piccolo genio” del colosso giapponese sarà sostituto dalla nuova generazione, tuttavia la Charade non sarà prodotta dalle stesse catene di montaggio che attualmente assemblano la Yaris, in Francia e Giappone, ma verrà costruita in Thailandia ed importata in Europa. Riguardo ai motori, ancora una volta Toyota obbliga la Daihatsu a restare un marchio di nicchia nel vecchio continente perché la Charade sarà disponibile unicamente col 1.3 VVT-i a benzina da 99 cavalli associato ad un cambio manuale a 6 marce o ad un automatico Multi Mode. Il piccolo motore a benzina è economo ed ecologico, la Toyota promette consumi di 18 km/l ed emissioni di 120 g/km di CO2, tuttavia sappiamo bene che in Europa le alternative diesel sono più apprezzate e permettono di aumentare le vendite, per questo può sembrare strano che un modello derivato dalla Yaris, che è disponibile anche con un motore diesel da 1.4 litri e 90 cavalli, non avrà più in futuro questo tipo di propulsore; inoltre bisogna dire che la Daihatsu Charade sarà importata solo in alcuni paesi europei e che tra quelli in forse c’è anche l’Italia.

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate