General Motors: un'anti-Nano per il mercato indiano
General Motors guarda all'India con favore e ne percepisce la ricettività: è innegabile lo sviluppo di questi mercati che rappresentano un nuovo bacino d'utenza, ampio e ancora da deflorare. L'icona presa a modello è Tata Nano e il tentativo del colosso americano è quello di penetrare violentemente nel settore delle piccole low-cost, così da combattere ad armi pari i ranghi della vettura indiana. Come abbiamo inteso, all'azienda americana serve un partner, che cava fuori dal cassetto: è SAIC, Shanghai Automotive Industry Company, che ha acquisito in precedenza il 50% del controllo di GM India. Insomma, la fresca preda che divora il vecchio e stanco predatore e che si prepara a fornire nuove e fresche possibilità di sviluppo: l'idea è quella di produrre un'automobile dalle dimensioni contenute e dal prezzo irrisorio, una pinzillacchera. Da essa deriverebbero poi altre declinazioni, come una piccola MPV: una vera e propria famiglia, perciò, destinata allo sviluppo ed al contagio di altri costruttori: già il duo Volkswagen-Suzuki ha preso le redini di una decisione in tal direzione. Le linee produttive sarebbero quelle dell'azienda cinese. Sembra un ribaltamento epocale: l'arretrata e distante Cina che fornisce i mezzi ausiliarii per la potenza mondiale America. Quale sarà la tendenza futura di un mercato così ribaltato? Verremo mangiato da qualche orientale imbizzarrito?





























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