Tata Nano: nessun difetto di produzione è causa degli incendi
Tata, il costruttore indiano che ha dato il via alla commercializzazione della Nano, la citycar deputata della motorizzazione dell'India, ha indagato sui cinque casi di incendio della vettura, in merito ai quali avevamo già parlato qualche settimana fa. Un team di 20 ingegneri, presi anche sul fronte Land Rover e Jaguar, hanno analizzato il caso prima di dichiarare che la piccola automobile non ha difetti di produzione. Che cosa è accaduto? Cinque unità della vettura hanno preso fuoco e sono diventate scheletri di macerie carbonizzate, una persino appena fuori dalla concessionaria che l'aveva consegnata poco prima. In realtà, i cinque casi di combustione volontaria non sono accomunati dalla medesima origine delle fiamme: un punto a favore per confermare che la malattia non è congenita e non è nemmeno un'epidemia. Tutti gli studi accurati che sono stati effettuati suggeriscono questa risposta, cioè che le difettosità sono isolate e che le anomalie sono limitate. A dar peso alla positiva soluzione del problema, le conferme probanti degli ingegneri del Centro Tecnico di Tata in Europa: una carta in più per chiedere la completa assoluzione e confermare che Nano è stata scagionata da accuse che non persistono. Almeno sino ad oggi.






















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