Porsche 918 Spyder: probabile luce verde per la produzione
La presentazione, al Salone di Ginevra, di numerose concept car, prossime o meno alla commercializzazione, evidenzia l’attenzione sempre maggiore delle case costruttrici verso l’ambiente che circonda le vetture realizzate. Segnale dei tempi che cambiano, di un’amicizia sempre più forte con l’esterno dei tubi di scarico e di un’avversione verso i gas che da questi vengono emessi nell’aria circostante. Il prototipo che Porsche ha portato in passerella alla kermesse ginevrina, tuttavia, ha lasciato gli spettatori più increduli che sicuri di un suo arrivo su strada. Fino a qualche tempo fa, infatti, una sportiva che mantenesse la sua connotazione peculiare, la sua forza adrenalinica, la sua pregnanza d’emozioni sotto pelle non si pensava potesse cedere a patti con lo sviluppo sostenibile dell’industria automobilistica tutta. La realizzazione di supercar che avessero a cuore il paesaggio che, talvolta, può renderle ancora più emozionanti era, fino a poco fa, miraggio esclusivo per sognatori. Eppure, pare che Porsche stia realizzando, con l’appoggio dell’intera società, un business case per la sua ultima concept, la 918 Spyder. La Casa tedesca starebbe, a quanto pare, lavorando con la sua rete di concessionari per la raccolta di un’ipotetica lista di potenziali acquirenti interessanti all’intrigante sportiva. Un primo passo per valutare l’effettiva portata di un investimento in questo senso, verso cioè l’eco-sostenibilità ad alte prestazioni. Un primo passo per studiare la ricettività di un mercato intorpidito da troppi fiumi di petrolio versati. Un primo passo per assaporare le reazione effettive, ufficiali, scatenate da questa 918 Spyder. La stessa metodologia venne utilizzata con la Carrera GT, che fece la sua comparsa come concept allo stesso salone, per assaporare la fetta di mercato che l’avrebbe veramente accolta.




























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